I leader dell’industria della difesa dei Paesi dell’Alleanza atlantica hanno sfruttato l’apertura del vertice NATO in Turchia per presentare contratti per decine di miliardi di dollari, mettendo in evidenza l’aumento della spesa militare e i nuovi programmi di approvvigionamento congiunto in vista dell’arrivo del presidente statunitense, Donald Trump.

Il vertice di Ankara si è aperto con un forum dedicato agli investimenti nell’industria della difesa, durante il quale gli alleati hanno annunciato importanti programmi comuni, tra cui l’impegno a investire oltre 40 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni nello sviluppo di capacità di contrasto ai droni.

Gli annunci sono stati pensati per dimostrare che i membri europei della NATO stanno rispondendo alla richiesta, avanzata da tempo da Washington, di aumentare la spesa per la difesa e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti per la propria sicurezza.

Trump dovrebbe infatti tornare a criticare gli alleati per il contributo insufficiente alla difesa comune e per il continuo affidamento sulle capacità militari statunitensi.

Tra musiche solenni e video promozionali, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha presentato una serie di iniziative durante il forum sull’industria della difesa ad Ankara, invitando sul palco i rappresentanti degli Stati membri mentre il valore complessivo degli accordi annunciati veniva proiettato su un grande schermo.

“Possiamo ottenere di più quando agiamo insieme. E dobbiamo fare di più”, ha dichiarato Rutte. “Gli alleati della NATO stanno aderendo a nuove iniziative multinazionali per l’acquisto congiunto di equipaggiamenti militari. Questo ci permetterà di sviluppare più rapidamente le capacità di cui abbiamo bisogno in diversi settori”.

Accordi per decine di miliardi

Rutte ha annunciato che l’Alleanza acquisirà dodici velivoli Airbus A400M. “Questi aeromobili garantiranno una sorveglianza marittima continua, 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Potranno operare a lungo ad alta quota e assicurare una copertura molto più ampia, anche in mare aperto”, ha spiegato.

La capacità della NATO di rispondere alla minaccia dei droni ostili è stata recentemente messa alla prova dopo che velivoli senza pilota russi hanno violato ripetutamente lo spazio aereo di Paesi membri dell’Alleanza.

Diversi alleati acquisteranno inoltre congiuntamente fino a dieci velivoli radar Saab GlobalEye prodotti dall’azienda svedese Saab, con l’obiettivo di modernizzare la flotta NATO dedicata all’intelligence e alla sorveglianza.

Gli Stati membri intendono inoltre acquistare fino a cinque droni da ricognizione ad alta quota Northrop Grumman MQ-4C Triton prodotti dalla società statunitense Northrop Grumman. Norvegia, Finlandia, Germania e Danimarca hanno firmato una lettera d’intenti per l’acquisizione. I velivoli dovrebbero rafforzare la capacità dell’Alleanza di monitorare vaste aree e garantire un’attività di intelligence continuativa.

“La NATO sta ampliando rapidamente la propria capacità di impiegare droni su larga scala. Allo stesso tempo stiamo sviluppando efficaci sistemi anti-drone in grado di individuare, identificare e neutralizzare le minacce”, ha affermato Rutte.

Il segretario generale ha inoltre invocato una “rivoluzione transatlantica dell’industria della difesa”, invitando le imprese a correre maggiori rischi negli investimenti. “L’industria di tutti i Paesi qui rappresentati deve essere pronta ad assumersi più rischi. La domanda c’è, e voi lo sapete”, ha dichiarato, citato da Reuters.

L’azienda statunitense Lockheed Martin e il gruppo tedesco Rheinmetall hanno inoltre firmato un memorandum d’intesa per produrre congiuntamente in Germania i missili balistici a corto raggio ATACMS. L’accordo segnerebbe la prima produzione di questo sistema d’arma al di fuori degli Stati Uniti.

L’intesa si inserisce negli sforzi della NATO per aumentare la capacità produttiva europea di munizioni e armamenti, anche in risposta alla crescente domanda generata dalla guerra della Russia contro l’Ucraina.

Possibile svolta sugli F-35 alla Turchia

Trump è arrivato ad Ankara il 7 luglio 2026 per partecipare al vertice NATO, dove è stato accolto dal presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, con una cerimonia ufficiale prima degli incontri bilaterali.

In un video pubblicato su Truth Social prima della visita, il presidente statunitense ha nuovamente invitato i Paesi europei ad aumentare la spesa per la propria difesa.

Il vertice potrebbe inoltre segnare un’importante svolta nella posizione di Washington riguardo alla partecipazione della Turchia al programma dei caccia Lockheed Martin F-35 Lightning II.

Secondo fonti citate da Reuters, Trump dovrebbe comunicare a Erdoğan di essere disposto a consentire il rientro della Turchia nel programma F-35. Una decisione di questo tipo rappresenterebbe un cambiamento significativo nella politica statunitense su una delle principali questioni di attrito tra Washington e Ankara.

Gli Stati Uniti avevano imposto sanzioni alla Turchia ed escluso il Paese dal programma F-35 dopo l’acquisto, nel 2019, del sistema missilistico russo S-400.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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